Reuven Feuerstein nacque in Romania nel 1921, in un periodo storico complesso che avrebbe profondamente influenzato il suo percorso professionale. Dopo aver vissuto l'occupazione nazista e la Seconda Guerra Mondiale, si trasferì in Israele, dove iniziò a lavorare con i bambini ebrei sopravvissuti all'Olocausto. Questo lavoro lo portò a sviluppare il suo interesse per il potenziamento cognitivo, rendendosi conto che molti di questi bambini, pur avendo vissuto traumi devastanti, erano in grado di recuperare abilità di apprendimento con l'approccio giusto.
Feuerstein non si accontentò di osservare passivamente questo processo: voleva capire come e perché avveniva e, soprattutto, come poteva essere replicato. Studiò psicologia a Parigi, dove ebbe l’opportunità di collaborare con influenti studiosi come Jean Piaget. Nel 1970, fondò l'Istituto Feuerstein a Gerusalemme, dove il suo metodo venne perfezionato e formalizzato.
Negli anni '50 e '60, mentre Feuerstein stava sviluppando la sua metodologia, il mondo vedeva enormi cambiamenti in altri settori. Ad esempio, nello stesso periodo, veniva introdotto il transistor, gettando le basi per l'era dell'elettronica e rivoluzionando il modo in cui oggi comunichiamo e accediamo all'informazione. Allo stesso modo, Feuerstein stava rivoluzionando il modo di concepire l'apprendimento, spostando l'attenzione dal semplice "imparare contenuti" al "saper imparare".
Il Metodo Feuerstein si fonda sull'idea che l'intelligenza non è fissa, ma può essere sviluppata e migliorata a qualsiasi età. Questo concetto, estremamente innovativo all'epoca, ha ribaltato la credenza che le capacità cognitive fossero predeterminate e non modificabili.
Metodo Feuerstein si basa su due pilastri fondamentali:
1. La Teoria della Modificabilità Cognitiva Strutturale: questa teoria sostiene che ogni persona, indipendentemente dalle sue condizioni iniziali, ha il potenziale per migliorare le proprie capacità cognitive. Questo approccio è applicabile a bambini, adolescenti e adulti, inclusi quelli con difficoltà di apprendimento o disabilità cognitive. L'apprendimento non è visto come un processo meccanico, ma come una capacità da sviluppare attraverso stimoli appropriati.
2. La mediazione: Feuerstein introdusse il concetto di “mediatore”, ovvero una figura, spesso un insegnante o un educatore, che aiuta l’individuo a imparare a imparare. Il mediatore non trasmette semplicemente informazioni, ma guida il discente a scoprire e comprendere processi di pensiero più complessi. L'obiettivo è quello di rendere l’individuo autonomo nel risolvere problemi e affrontare situazioni di apprendimento nuove e sconosciute.
L'esempio chiave del Metodo è il Programma di Arricchimento Strumentale (PAS), una serie di esercizi strutturati che servono a stimolare le diverse aree cognitive, come la percezione, l'attenzione, la memoria e il ragionamento. Questi esercizi non sono legati a contenuti specifici (come matematica o lettura), ma mirano a migliorare le abilità di pensiero generali. Si tratta di un approccio metacognitivo, ovvero centrato sulla consapevolezza e la gestione dei propri processi mentali.
Il Metodo Feuerstein trova applicazione in diversi contesti educativi e terapeutici. Ecco alcuni esempi:
1. Disturbi dell’apprendimento: il metodo viene ampiamente utilizzato per supportare bambini con dislessia, disgrafia, discalculia e altri disturbi specifici dell'apprendimento. Attraverso l’uso del PAS, questi studenti possono migliorare la loro capacità di apprendere in modo più efficace, superando le difficoltà che derivano dai loro disturbi.
2. Disabilità cognitive: anche con persone che presentano disabilità intellettive, il Metodo ha dimostrato di essere efficace, offrendo un’opportunità di sviluppo cognitivo e, di conseguenza, una maggiore autonomia.
3. Recupero cognitivo in età adulta e terza età: il Metodo Feuerstein non è limitato ai bambini. È utilizzato anche per aiutare adulti che hanno subito traumi cerebrali, incidenti o ictus a recuperare le proprie abilità cognitive. Il concetto di modificabilità cognitiva si applica infatti a qualsiasi età, dimostrando che il cervello umano ha un potenziale di sviluppo e adattamento continuo.
4. Potenziamento cognitivo per studenti senza difficoltà evidenti: non è solo una metodologia per risolvere difficoltà o disturbi, ma anche un modo per migliorare le capacità cognitive in persone senza problemi specifici, aiutandole a diventare pensatori più efficienti e strategici.